Cordoglio del Vescovo per la scomparsa di Enzo Bianchi
La Diocesi ha appreso con profonda commozione la notizia del ritorno alla Casa del Padre di fratel Enzo Bianchi, tra i fondatori storici della Comunità monastica di Bose, a Magnano, e della Casa della Madia, ad Albiano d’Ivrea, figura significativa del cammino ecclesiale e spirituale del nostro tempo, che, attraverso il ministero della parola, della riflessione e della testimonianza, ha accompagnato la ricerca di fede e il cammino interiore di diverse generazioni di credenti.
La Chiesa diocesana, nell’ora del distacco e del commiato, si raccoglie nella preghiera di suffragio, unendosi alla preghiera dei fedeli, delle comunità ecclesiali e di quanti hanno incontrato fratel Enzo nel corso della sua lunga esistenza. Con fiducia filiale lo affidiamo alla misericordia del Padre, certi che «se moriamo con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui» (Rm 6,8), e riconoscendo nel mistero della morte la Pasqua definitiva verso la quale ogni vita cristiana è orientata.
Nel corso della sua esistenza, fratel Enzo ha posto al centro della propria ricerca e della propria testimonianza la Parola di Dio, l’ascolto della Sacra Scrittura e la sequela di Cristo. L’intuizione di dare vita a una comunità monastica, maschile e femminile, radicata nelle diverse tradizioni della grande esperienza monastica cristiana e aperta al dialogo ecumenico, ha costituito uno dei frutti più significativi della stagione conciliare.
In tale esperienza hanno trovato espressione la fedeltà al Vangelo, l’ascolto dei segni dei tempi, il confronto assiduo con la Sacra Scrittura, la ricerca della comunione tra le diverse tradizioni cristiane e una particolare cura della celebrazione liturgica, vissuta come luogo privilegiato dell’incontro con il Signore e della comunione ecclesiale. In questo senso, Bose ha rappresentato, per molti, un luogo di ascolto, di silenzio, di preghiera e di ricerca, nel quale la Parola è stata posta al centro della vita quotidiana.
Nato a Castel Boglione, in provincia di Asti, il 4 marzo 1943, fratel Enzo aveva manifestato il desiderio di fare ritorno, al termine del proprio pellegrinaggio terreno, alla terra natale. I solenni funerali, celebrati il 3 settembre scorso nella chiesa parrocchiale del paese, hanno raccolto una partecipazione intensa e numerosa, espressione dell’affetto, della riconoscenza e della preghiera di quanti hanno avuto modo di conoscerlo, di ascoltarlo e di ricevere qualcosa della sua testimonianza.
Nel corso dei decenni, la Comunità monastica di Bose è divenuta parte significativa della storia e del volto spirituale della nostra terra, sulle pendici della Serra morenica. La sua presenza ha contribuito anche idealmente a mettere in relazione le diverse parti del territorio di Ivrea e del Canavese con Magnano e il Biellese, divenendo per molti un punto di riferimento nel più ampio cammino di ricerca spirituale, biblica ed ecumenica.
Particolarmente significativo appare, in questi giorni, l’ultimo scambio epistolare reso pubblico sul sito della Comunità dal priore fratel Sabino Chialà. In quelle parole traspare il desiderio di una riconciliazione e di un riavvicinamento, prima di «sciogliere le vele»: un’immagine che richiama il compimento del pellegrinaggio terreno e l’affidamento ultimo della propria vita al mistero di Dio. Anche questo passaggio desideriamo consegnare alla preghiera della Chiesa, senza giudizi né pretese di compiutezza, nella certezza che soltanto il Signore conosce fino in fondo il cuore dell’uomo e la verità di ogni esistenza.
La nostra Diocesi conserva con riconoscenza il ricordo dei numerosi incontri avuti con fratel Enzo e della sua disponibilità a partecipare a momenti di carattere spirituale e culturale. Attraverso la sua presenza e il suo ministero della parola, le nostre comunità hanno potuto accostarsi con maggiore profondità alle Sacre Scritture, riscoprendone la ricchezza e riconoscendone la permanente fecondità per la vita della Chiesa e per il cammino di ogni credente.
Con animo rispettoso e nella verità, anche alla luce delle incomprensioni, delle fatiche e delle dolorose vicende che hanno segnato l’ultimo periodo del suo cammino, desideriamo affidare alla misericordia di Dio l’intera esistenza di fratel Enzo. La Chiesa, infatti, non è chiamata a pronunciare l’ultima parola sulla vita di una persona, ma a custodirla nella preghiera e a consegnarla al giudizio misericordioso del Padre.
Riconosciamo, nella complessità di una vicenda umana lunga e intensa, la ricerca appassionata del Vangelo e il desiderio di vivere nella sequela di Cristo. È alla luce di questa tensione fondamentale che la nostra Diocesi intende custodirne il ricordo, con gratitudine per il bene ricevuto e con quella sobrietà evangelica che sa affidare ogni cosa al Signore. Ogni vita, infatti, con le sue luci e le sue ombre, con le sue fedeltà e le sue fragilità, trova il proprio ultimo compimento nel cuore misericordioso del Padre.
In questo tempo di commiato, mentre eleviamo al Signore la nostra preghiera di suffragio, ci uniamo fraternamente al cordoglio della Comunità monastica di Bose, dei familiari, degli amici, dei fratelli e delle sorelle che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita e di quanti, in modi diversi, hanno ricevuto dalla sua testimonianza una parola, un’intuizione, un invito alla ricerca di Dio.
Affidiamo dunque fratel Enzo alla preghiera della Chiesa, perché il Signore, Dio della vita e Padre della misericordia, perdoni ogni fragilità, accolga ogni bene compiuto e lo introduca nella pace del suo Regno. Egli possa essere accolto nella comunione dei santi e contemplare finalmente, senza più veli, quel volto di Cristo che ha cercato di conoscere, di servire e di annunciare attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera e la ricerca spirituale.
La Vergine Maria, Madre della Chiesa, che custodì nel cuore la Parola e rimase fedele presso la Croce del Figlio, accompagni fratel Enzo nel passaggio alla vita eterna e sostenga quanti oggi ne piangono la morte nella speranza della Risurrezione.
A tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato la Diocesi assicura la vicinanza nella preghiera.
Requiescat in pace in Domino et memento nostri.